AspiranteMamma di 38 anni muore durante Pick-Up

fecondazione-arificialeLa notizia che un’AspiranteMamma PMA, non vorrebbe mai trovarsi a dover leggere. Nessuna nuova conquista e nessun passo avanti compiuto nella Fecondazione Assistita. Oggi piangiamo per quello che poteva succedere ad ognuna di noi.

E’ accaduto in provincia di Bari, una donna di 38 anni, A. A., residente a Bitritto (Ba), è deceduta presso nell’ospedale Florenzo Jaja di Conversano durante il Pick-up, per i non sono “addetti ai lavori“, si tratta dell’operazione che avviene nella Procreazione Medicalmente Assistita, subito dopo la stimolazione ovarica, per il prelievo degli ovociti.

La cosa strana è che a denunciarne l’accaduto ai carabinieri, che hanno provveduto immediatamente al sequestro della cartella clinica per poter eseguire le indagini del caso, è stato il padre 83enne della povera donna.

Due medici dell’ospedale sono già stati iscritti sul registro degli indagati dalla procura di Bari per cooperazione in omicidio colposo. Per saperne di più sulla vicenda, per capire cosa è davvero successo e far luce su questa disgrazia, che getta sconforto e punta il dito contro la Fecondazione Assistita che proprio in questi ultimi mesi ha ottenuto i suoi maggior successi in ambito di passi avanti e progressi, bisognerà aspettare l’esito dell’Autopsia che il pm inquirente del Tribunale di Bari, Luciana Silvestris, ha già richiesto.

Non si può fare di tutta un erba un fascio, non possiamo dire cosa sia davvero capitato per trasformare in tragedia quella semplice operazione che dura dai 15 ai 20 minuti e viene effettuata a seconda dei casi, ma principalmente in anestesia totale.

Superficialità sui controlli, errore umano e fatalità, puntano i riflettori su di un tema già abbastanza caldo, che sempre più si sta facendo spazio nella medicina conquistando l’approvazione di coppie infertili o con problemi a concepire,  per vedere realizzato il sogno di una vita, ma che da poche settimane ha aperto le porte anche a quelle coppie fertili, ma con problemi genetici o di poliabortività.

AGGIORNAMENTO DEL 18 GIUGNO 2015

E’ stata pubblicata la conclusione degli ispettori del Ministero della  sul caso ed evidenzia come: ” E’ stata sottovalutata la presenza di importanti fattori di rischio ipertensione arteriosa, diabete mellito, obesità, irsutismo, steatosi epatica, calcolosi della colecisti, blocco di branca sinistra. Alcuni elementi di criticità sia di tipo generale che specifico, che richiedono l’individuazione e la realizzazione di adeguate misure di miglioramento”.

Riferendosi al caso, continuano scrivendo, ”Nel caso in questione, non risulta che sia stata effettuata, se non parzialmente, una appropriata valutazione dei fattori di rischio sia per le procedure e tecniche di fecondazione, quanto anche in relazione agli effetti che tali fattori di rischio avrebbero comportato su una futura e possibile gravidanza, con l’occorrenza presumibile di specifiche complicanze”.

Nella Relazione gli ispettori sottolineano come il Centro Pma di Conversano ”è autorizzato ed accreditato il 14 aprile 2014 dalla Regione Puglia come ambulatorio di II livello, anche se non risultano effettuate attività di ispezione e verifica da parte del Centro nazionale trapianti, per una mancata comunicazione da parte della Regione Puglia relative al passaggio di livello dal I al II”.

nte: Ansa

 

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4 pensieri su “AspiranteMamma di 38 anni muore durante Pick-Up

    • Ciao Carissima. Questa notizia rattrista un po’ tutti, soprattutto chi come me ha già fatto il Pick-up, perché in qualche modo ti fa immedesimare nei panni di questa giovane donna. E’ forse il primo ed unico caso successo dall’inizio delle tecniche di fecondazione assistita e credo che la causa non sia di per sé il prelievo degli ovociti ad aver causato la disgrazia, se mai una patologia, oppure un’allergia che non era stata considerata. Superficialità nei controlli, fatalità… non saprei, ma posso assicurarti che ogni giorno solo nel centro dove vengo curata io, le donne che si sottopongono a questa operazione che ormai è diventata di routine sono almeno una decina. Il consiglio che posso darti è quello di affidarti a persone e centri specializzati ed all’avanguardia nella procreazione assistita.
      Grazie per la visita e spero di ritrovarti presto!

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  1. Purtroppo mi sto accingendo a questo percorso e nel tragitto ho conosciuto l equipe e i medici dell ospedale di conversano.nn solo medici ma uomini e donne che credono fortemente in quello che fanno. Persone che entrano in punta di piedi nei tuoi dolori e nelle tue tragedie porgendoti una mano vera. E’gente che ha lottato per dare una possibilita’in piu’alla portata di tutte le coppie. Purtroppo tante persone muoiono sotto i ferri x vari motivi potrebbe succedere anche a me ma penso che ognuno di noi e’cosciente di sottoporsi a rischi. Rispetto assoluto nei confronti di quella povera donna e i familiari ma nn strumentalizziamo troppo la notizia e rispettiamo il dolore.

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  2. Ciao Maria, è bello avere la fortuna di incontrare una persona che ha avuto la possibilità di conoscere l’equipe di Conversano. Sicuramente è il primo e unico caso che sia mai successo nella storia della Fecondazione assistita, proprio per questo motivo sono sicura che non sia stata assolutamente colpa dei medici, in quanto essendomi sottoposta già a queste terapie, so che l’operazione di cui si parla è davvero di routine. Sono la prima a chiedere rispetto per la donna che ha avuto questa disgrazia, proprio per questo non mi sono sentita di scrivere il nome della persona, ma pubblicare esclusivamente le iniziali. Il nostro blog non da spazio a cronache nere per speculare sulle disgrazie altrui, al contrario vogliamo dar notizia a 360° su tutto ciò che riguarda la Procreazione Medicalmente Assistita, mi sono permessa di trattare un argomento tanto delicato esclusivamente perché da “collega”, so cosa significa avere un desiderio tale, tanto da rischiare la propria vita, ma soprattutto fa male sapere che dopo tante sofferenze non vi sia stato il tanto meritato lieto fine…

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