19 Luglio 2015 – Un giorno credi…

Il Tempo passa ed inesorabile non torna più. Con se non porta nulla se non Attimi di Vita. La Vita è differente dal tempo, e lei non trascorre senza portarsi con sé un sacco pieno di Ricordi… I Ricordi sono fatti di Momenti. I Momenti a volte tornano nella mente e ti fanno ripercorrere il viaggio che ti ha portato ad essere ciò che sei. Sono bravi a rinfacciarti le scelte, giuste o sbagliate che siano…Ti ricordano che non puoi modificare o sfuggire dal tuo passato e se ti ha fatto cadere, se ti ha fatto del male, sta a te trovare la forza per poterti rialzare e ripartire da zero.

Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli
e devi cominciare da zero

Tutte noi, noi NonMamme, abbiamo alle spalle un passato fatto di sofferenza, di dispiaceri, di giornate spese a domandarsi: “Perché?”. Ognuna con abitudini diverse, cultura e situazioni differenti, ma con un unico sogno, con un desiderio che ci accomuna e che puntualmente ci sfugge. Qualcuna per un motivo, altre senza, ci troviamo a dover fare i conti con la cosa più antica del Mondo e per qualche fottutissima ragione a noi, proprio a noi, non va.

Ora siamo qui, forti, sicure, decise a raccontare, a spiegare e parlare del nostro viaggio, del nostro cammino. L’avvicinarsi ad un mondo che non ci appartiene, l’affidarci e l’avere fede esclusivamente in un camice bianco, sperando che la medicina una buona volta, si fotta la natura e faccia iniziare quel Sogno.

Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici
come tre anni fa

Siamo stanche, spaventate, distrutte. Siamo cadute, ci siamo rialzate. Abbiamo pianto, continuiamo a farlo pur volendo dimostrare al mondo intero che siamo forti. Sensibili, Fragili, Delicate e Fantastiche…

Non riesco più a contare i miei test sempre negativi, le cattive notizie, le malefiche pronte a rovinarti un altro sogno… a deluderti ed a farti sentire per l’ennesima volta Inadeguata, rotta, vuota… sterile. Quante volte ho pianto, ho maledetto tutti e me, quante volte la rabbia a vinto sulla mia mente, quante volte mi sono nascosta dietro parole come: “non è giusto” o “perché proprio a me?”.

Arriva poi un momento in cui riesci ad avere un attimo di lucidità in cui capisci che stai perdendo, che ti stai spegnendo, che ti stai abbassando alla volontà, che hai sprecato fin troppo tempo a giocare una battaglia contro qualcosa di più forte. Ti accorgi che la guerra non è ancora finita e che per vincerla, bisogna iniziare con l’aggiudicarsi la prima battaglia, poi la seconda e così via.

A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura, ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più

Non è facile trovare la forza, non è facile affrontare tutto in silenzio. Non è facile farsi quella prima puntura nella pancia e sapere che quello è solo l’inizio. Non è facile superare il primo tentativo andato male ed avere la forza di ributtarsi a capofitto nel secondo, sperando che sia quello buono.

Non tutte trovano la forza, non tette hanno una persona con la quale parlare, sfogare, raccontare, gioire o perché no solo condividere un’esperienza…

Ho fatto fatica, ne faccio ogni giorno, ma ho trovato quella forza per rialzarmi ed andare avanti ed ora voglio condividerla con voi. Non è stato facile, perché realizzare, metabolizzare e capire di dover chiedere aiuto non è così scontato per la nostra testa, ed a volte ci vogliono anni. A me ne sono serviti più di 5.

Sei testardo, questo è sicuro
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi

Ora ci sono dentro e non mollo. Non mollo per me in primis, non mollo per Vesevo, non mollo per tutte quelle persone che vogliono credere in un sogno. Mi sono alzata e combatto. Combatto contro il destino, combatto contro la casualità, contro la gente, contro il passato. Ho sofferto molto, qualcuna di voi forse potrebbe anche immaginarlo perché ci è passata… ecco bene, ora la musica è cambiata e sta per realizzarsi un sogno… non mi interessa ci vorrà 1, 2 , o 50 tentativi, non mi interessa se il Doc andrà in pensione, se cambieranno le leggi e se… Non mi importa più dei “Se“.

Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e vai incontro al tuo giorno
non tornar sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante

Esistono i Problemi. A volte ci si sente soli, e da soli i problemi risultano essere grandi il doppio. Spesso sembrano insormontabili e rimangono tali se non vengono affrontati. Parlandone, condividendo con gli altri i dubbi, le paure, le sensazioni invece, si è già a metà strada per trovare una soluzione.

Ora, a 35 anni, ho perso il conto di quelle domande imbarazzanti su quando avremmo intenzione di far figli, sul perché non ci muoviamo che poi quando li cerchiamo non arrivano, sul non capire cosa stiamo aspettando… Ho perso il conto delle volte che mi hanno chiesto se ero in attesa solo per aver messo un chilo in più… Ho perso il conto dei falsi sorrisi regalati a stronzissime persone senza tatto.

Ora non mi nascondo più dietro a scuse immaginarie, dietro a bugie buone… ora lo vado raccontando alla gente di questo mio falso incidente…

Mentre tu sei l’assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del suo falso incidente

(Edoardo Bennato)

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6 pensieri su “19 Luglio 2015 – Un giorno credi…

  1. Che bel post. Davvero. Racchiude tanta amarezza, ma anche tanta determinazione. Ed è questa che ti serve. Le domande della gente… Ne so qualcosa. Non preoccuparti, non importa l’età. Iniziano a farti quelle domande del cavolo dopo un paio di mesi che ti sei sposata. Io me le sono dovute sorbire dai 25 ai 28 anni. E, oltre a tutti quelli che mi chiedevano perché non facessimo un bambino, c’erano anche quelli che dicevano: “Certo, non avete figli perché ora volete godervi la vita! Siete giovani, fate bene!” … Tutto questo mentre io mi bucavo la pancia ogni sera. Che goduria, eh?!

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    • Spesso la gente sembra così insensibile ed indelicata… che poi che domande sono? Sarò io a vantarmi del fatto che sono giovane e voglio divertirmi se proprio è così… ma certa gente sembra godere del tuo disagio, del tuo imbarazzo, del tuo cambiare discorso. E’ vero di amarezza ne ho tanta, ma finalmente voglio vincere io, finalmente è arrivato il momento giusto… siamo noi a scriverci il futuro.

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