Fecondazione: Diagnosi Preimpianto, siamo al via?

rischi-associatiA seguito della decisione della Consulta che ha bocciato il divieto di accesso alla Pma a coppie Fertili, ma portatrici di malattie genetiche, Elisabetta Coccia, Presidente di Cecos Italia , l’Associazione che raggruppa in Italia i Centri di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) che operano privatamente oppure in convenzione pubblica, informa che “I Centri Privati sono pronti ad effettuare la Diagnosi Preimpianto alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche, che lo richiederanno. Nei Centri pubblici invece, al momento, tale esame non viene effettuato“.

Altro passo avanti nella Fecondazione assistita che vede aprire i battenti a coppie che fino a qualche tempo fa si sono viste chiudere le porte in faccia.

Ora non resta che capire i costi per questa Diagnosi Pre-impianto che bisognerà affrontare nei Centri Privati che sono già operativi su richiesta delle coppie, ma soprattutto capire quanto tempo dovrà passare prima che l’esame possa essere svolto anche nei Centri Convenzionati.

In attesa fiduciosi di questo grande giorno, non possiamo far altro che aggiungere un tassello a quelli già ottenuti dalla PMA.

Ma in cosa consiste questa Diagnosi e chi deve sottoporsi?

La Diagnosi Genetica Pre-impianto (PGD)

La Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD) è una nuova metodologia, che può essere affiancata alle normali tecniche di diagnosi prenatale, che permette di identificare la presenza di malattie genetiche o di alterazioni cromosomiche in embrioni in fasi molto precoci di sviluppo, generati in vitro da coppie a elevato rischio riproduttivo, prima del loro impianto in utero. La PGD, quindi,  di evitare il ricorso all’aborto terapeutico, spesso devastante dal punto di vista psicologico e non sempre accettato dal punto di vista etico/morale (Braude et al., 2002; Sermone t al., 2004)

La PGD combina l’utilizzo delle tecniche di IVF con le più innovative ricerche in campo genetico. I pazienti che richiedono l’accesso alle tecniche di diagnosi preimpianto inizieranno un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA) che permetterà il recupero di ovociti da fertilizzare con gli spermatozoi paterni. Una volta che si è ottenuta la fertilizzazione, dagli embrioni ai primi stadi di sviluppo (day 3), si preleveranno una o due cellule (blastomeri) il cui DNA sarà analizzato in maniera specifica, in relazione al tipo di malattia genetica che da diagnosticare. Gli embrioni che risulteranno non affetti dalla patologia genetica, si potranno dunque trasferire in utero ed ottenere così una gravidanza senza la specifica malattia.

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