Induzione dell’Ovulazione

1399485353Mexicali-Health-Care-In-Vitro-Fertilization04L’induzione controllata dell’ovulazione consiste nella  somministrazioni di farmaci che agiscono a livello ovarico   stimolando la produzione di follicoli.   Nelle tecniche di Fecondazione in Vitro i farmaci impiegati  sono rappresentati essenzialmente dalle Gonadotropine le  quali alcune volte vengono abbinate anche al  citrato di Clomifene.

Una donna in modo naturale a ciclo  produce un solo follicolo e pertanto anche un solo ovocita. Attraverso il procedimento per la Stimolazione ovarica, invece, vi è la possibilità di incrementare la produzione e pertanto le possibilità di successo, in quanto questo trattamento cerca di stimolare l’ovario affinché metta in produzione più ovociti di quanto farebbe in modo naturale così da poter ottenere un numero maggiore di ovociti da poter fecondare.

Il  tutto parte con un primo monitoraggio ecografico dello sviluppo follicolare, che avviene mediante l’utilizzo di un ecografo dotato di sonda trans-vaginale e generalmente viene effettuato il 2° o 3° giorno del ciclo, quando cioè si inizia il protocollo di stimolazione e prosegue poi a giorni alterni o quotidianamente.

Per stabilire la dose di gonadotropine impiegata, viene studiata in base a programmi individuali a seconda delle  caratteristiche cliniche della paziente, tenendo conto che deve rimanere limitato al minimo per ridurre il rischio di insorgenza  di importanti effetti collaterali quali essenzialmente la Sindorme da Iperstimolazione Ovarica

Al fine di evitare una ovulazione prematura in corso di stimolazione ovarica viene eseguita la famosa soppressione ipofisaria, la quale consiste nella somministrazione di farmaci che bloccano l’attività dell’ipofisi e cioè la ghiandola che regola l’attività dell’ovaio, facendo in modo che il lavoro di quest’ultima dipenda esclusivamente dai  farmaci somministrati. Attualmente i farmaci impiegati per la soppressione  dell’ovulazione sono rappresentati dagli “analoghi del GnRH” (Decapeptyl, Enantone) e dagli “antagonisti  del GnRH” (Orgalutran, Cetrotide). Tali farmaci possono essere somministrati sotto forma di “preparati  depot”, cioè somministrazioni singole ad effetto prolungato, o sotto forma di preparati ad emivita breve che  richiedono somministrazioni giornaliere.

Monitoraggio della  ” stimolazione ovarica controllata ” . La terapia di induzione della crescita follicolare multipla  dura da 10 a 14 giorni. Dopo qualche giorno di terapia, la crescita follicolare viene attentamente sorvegliata mediante dosaggio serico del 17 beta estradiolo ed ecografie. Gli esami che solitamente vengono eseguiti a giorni alterni, hanno il fine di personalizzare la terapia adeguandola alla risposta ovarica ottenuta .

La valutazione della rima endometriale indica non solo una sincronia con la funzione ovarica ma permette di ipotizzare la riuscita di un eventuale impianto, mentre il monitoraggio follicolare è finalizzato ad ottenere il recupero di un numero ottimale di ovociti, oltre a prevenire la comparsa dell’ iperstimolazione ovarica.

La situazione può essere molto diversa da donna a donna e anche da ciclo a ciclo per la stessa donna, dunque non c’è un numero ottimale di follicoli o un livello preciso di estradiolo: 4 follicoli possono essere un ottimo risultato per una paziente di 42 anni con l’FSH alto e un pessimo risultato per una donna di 25 anni con l’FSH basso.

In linea generale una buona risposta alla stimolazione potrebbe consistere nell’ottenere 10 follicoli di almeno 20 mm di diametro, con un valore di estradiolo di circa 2000 pmol/l  aspettandosi di trovare circa 200 pmol/l di estradiolo per ciascun follicolo maturo.

Lo sviluppo follicolare viene quindi monitorato mediante controlli ecografici ripetuti e dosaggi dei livelli di  estradiolo fino a quando i follicoli di maggiori dimensioni non abbiano raggiunto un diametro medio superiore  ai 17-18 mm allorchè viene somministrata una dose di Gonadotropina Corionica (Gonasi, Profasi, Pregnyl,  Ovitrelle) pari a 5.000 – 10.000 UI per conseguire la maturazione finale degli ovociti.

In base alla risposta della paziente alla terapia di induzione dello sviluppo follicolare ed in base al  livello di picco di estradiolo ottenuto nel corso di tale terapia, le pazienti sono state classificate in high oppure low responders.  L’appartenenza all’una o all’altra classe sembrerebbe avere un’esito prestabilito sul ciclo di Fecondazione in Vitro.

Nelle pazienti classificate come high responders in  cui il picco medio di estradiolo risultasuperiore a 2000 pg/ml è stata infatti osservata una percentuale di  gravidanze evolutive per transfer embrionale pari al 41 %, mentre per quelle classificate come low  responder (picco medio di estradiolo inferiore a 400 pg/ml) la percentuale di successo è pari al 19.6 %.

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