14 Maggio 2015 – 3° Eco e Medaglia al Dolore

SLNXCH_012Ieri sera per la prima volta ho sentito male. Non so se era dovuto alla pressione dell’ago sulla pancia, allo svuotamento del liquido, a Mister frezzer che aveva eccessivamente addormentato la pelle o l’errore di aver voluto rifare l’iniezione sul lato sinistro, lo stesso della sera precedente, ma a pochi centimetri di distanza.

Non so se essere felice o triste, ma ieri la Medaglia che mi è stata appuntata al petto è stata quella al Dolore.

Il Dolore silenzioso che si prova dentro, il Dolore di non riuscire ad avere figli in maniera “naturale”, ma che fortunatamente si è provato a superare, il Dolore di essere “diverse”, difficili, difettose, non adatte… Il Dolore per ogni “Non Incinta” ricevuto, il Dolore di vedere il mondo avere figli e convincersi che non sia ancora arrivato il proprio momento.

Il Dolore di alcune visite, il Dolore degli esami del sangue, il Dolore di sapere che non si ha la certezza che dopo essere diventata un topo da laboratorio, il sogno resti aggrappato. Il Dolore di sentirsi nervosa, incazzata, intrattabile e pur controvoglia il dover mantenere un limite di educazione accettabile con gli altri. Il Dolore di volersi appendere al collo un cartello con scritto “Giratemi al largo!“, ma mordersi la lingua per sopportare tutto e non mandare nessuno affanculo.

Il Dolore di non riuscire a dormire la notte, dove ansia stress, caldo e circolazione nelle gambe si sono messi d’accordo per farmi diventare pazza uno alla volta.

Il Dolore pazzesco provato la prima sera, dove il pianto liberatorio scatenato da un turbinio di sensazioni inspiegabili hanno inaugurato il mio trattamento.

Chissà come mai, sarà stato un caso, ma la Medaglia vinta ieri sera era un po’ un annuncio di ciò che questa mattina avrei provato durante la terza ecografia di controllo, dove al posto del mio caro e dolce Doc, ad attendermi c’era l’Orchessa delle ginecologhe, un armadio di donna, con voglia de laurà saltum adoss (così come si dice dalle mie parti) che nemmeno chiusa la porta mi ha fatto subito accomodare sul lettino per dare la controllata e…

Nooo, ma qui siamo ancora indietrissimo! Continuiamo modificando la dose a 2 fiale e poi mi dica lei quando vuole venire se domani e lunedì oppure sabato e lunedì. Nel senso che se viene domani le possiamo dare un appuntamento, se preferisce sabato deve venire qui al mattino alle 8 ed in base a chi arriva prima, rischiare di passare tutta la mattinata al Centro. Quindi cosa vuole fare? Assodato che lunedì deve tornare cosa facciamo?”

Oohhh Orchessa si calmi un attimo, si rende conto che con 2 parole ha distrutto la mia esistenza? In un attimo è riuscita a dirmi che: “SIAMO ANCORA INDIETRISSIMO” dopo 6 punture?? Sa in questo momento la mia testa a cosa sta pensando?? si ripete solo: ” Altri buchi, ancora tanti altri buchi, altri buchi...”.

Sapevo che non mi avrebbe detto che ero incinta, ma nemmeno che fossimo ancora all’inizio… quindi cosa succede? qualcosa non va? sono io che non vado?? vada avanti, mi faccia capire, non si limiti a tagliarmi e le gambe ed a passare alle conclusioni: ” CONTINUIAMO AUMENTANDO LA DOSE A DUE FIALE“, e questo nella mia testa si è contabilizzato immediatamente come 0.6 ml in più di acqua da spruzzarmi nella pancia, pari ad almeno 10 secondi in più dell’ago dentro di me.

Orchessa: “Quindi cosa decide?”

Un attimo ancora e che diamine…. poi fortunatamente indovino la risposta e dico: “Preferirei domani e lunedì” e lei: ” Ecco Brava, pure io lo preferirei al posto di rovinarmi tutta la mattinata nel week-end“.

In tutto questo io mi stavo rimettendo i fantasmini e le scarpe e mentre torno alla scrivania, vedo l’Orchessa controllare Facebook, ma da buona professionista appena spunto depone il cellulare e comincia a scrivere sul mio libretto della terapia.

Signora Orchessa scusi, ma ora quindi vado a fare anche gli esami del sangue oppure li faccio direttamente domani?”

No, no, ora andiamo a fare l’esame del sangue“.

Uscita da suo ambulatorio avrei voluto gridare, mettermi a piangere e correre a trovare un po’ di consolazione tra le braccia del Doc, per riferirgli quello che avevo appena appreso dall’Orchessa, ma non era di turno, il suo ufficio che sembrava così piccolo, era una sala operatoria rispetto al tugurio dell’Orchessa.

Devo essere onesta, la tentazione di chiederle se l’indomani avrei trovato sempre Lei ad attendermi è stata molta, perché a quel punto avrei preferito passare anche tutto il week-end al Centro e non solo il sabato mattina piuttosto che rivederla, ma ho confidato nel fato e solo domani sapremo.

Per la prima volta dopo il pianto liberatorio della prima puntura,  mi sono sentita persa, finita, piccola, inadatta, confusa, sbagliata. Volevo mettermi a piangere e fare l’isterica, gridare, chiedermi perché, ma ho pensato che con tanto sacrificio ero riuscita a guadagnarmi la Medaglia del Coraggio e pertanto ormai, niente e nessuno avrebbe potuto levarmelo.

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12 pensieri su “14 Maggio 2015 – 3° Eco e Medaglia al Dolore

  1. Il Dolore di cui parli lo conosco bene, e leggere le tue parole me l’ha fatto rivivere per un attimo. Non posso dirti nulla se non di essere forte. Chi affronta la pma ha una grande forza dentro di sé, ricordatelo. Ripetiti sempre che fai tutto questo per il tuo bambino. Un giorno, spero presto, ne riderai. Mi dispiace per la dottoressa poco delicata… Ma non preoccuparti se sei “indietro”, quasi sempre si aggiustano le dosi strada facendo… A me è sempre andata così. Ti hanno detto quanti follicoli ci sono? Se no chiedilo la prossima volta… Ma come mai la puntura ti ha fatto male? A me ha bruciato un pochino il Cetrotide, il farmaco per la stimolazione no, ma io usavo il Gonal e tu ne usi un altro che non conosco. Resisti!!! E non preoccuparti, è tipico avere un “crollo” a questo punto… Forza forza forza! Un abbraccio

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    • Sapevo che non sarebbe stato tutto rosa e fiori… forse sono io un po’ troppo approssimativa, aspetto che siano gli altri a dire e altrimenti non chiedo per paura di sbagliare, per paura che non si possa oppure che non sia il momento adatto. Domani sicuramente chiederò meglio, anche se prima di iniziare il trattamento il Doc era tutto felice del lavoro delle mie ovaie e quasi era super compiaciuto nel vedere la grassezza dei miei follicoli… Vesevo si chiede se la terapia non abbia peggiorato le cose ahahaha 🙂 ma lui è catastrofe mondiale.
      Un altra paura è utilizzare un farmaco che nessuna ha mai sentito 😦 sapere che il Doc vuole procedere con il transfer di un solo embrione al posto di due… tanti piccoli pensieri e dettagli che oggi mi hanno proprio fatto crollare…

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      • Non avere paura a chiedere. Chiedi chiedi chiedi. Rompi i coglioni a tutti a forza di chiedere. Come ho sempre fatto io. Infatti i medici mi odiano ahah, ma almeno avevo tutte le informazioni che mi servivano per stare tranquilla. Oh, si tratta del nostro corpo, cavolo!! Abbiamo il diritto di sapere. Per il transfer, se il dott. vuole trasferire solo un embrione, è una cosa positiva, significa che sei giovane e ritiene che ci siano buone possibilità di successo. Di solito cercano di evitare gravidanze gemellari. Eventualmente gli embrioni “in eccesso” (scusa il termine) possono congelarli? Se ti può consolare, a me hanno sempre trasferito due embrioni (una volta due blastocisti), solo l’ultima volta mi hanno trasferito un unico embrione… 🙂
        Per il farmaco io non lo conosco, ma sicuramente se vai una veloce ricerca su internet troverai tante altre donne che l’hanno usato. Di certo cambia solo il nome, per il resto sarà uguale al Gonal che ho usato io! Tranquilla… Lo so che è una parola!!!!! Ricordati di chiedere tutto ciò che vuoi!

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      • Grazie di cuore davvero! si domani chiederò sicuramente qualcosa in più, soprattutto ora che mi hanno aumentato la dose e che mi hanno detto che siamo indietro… ho sempre paura di sembrare stupida e di fare domande scontate… per il transfer mi auguro davvero che uno possa bastare… avrà un sacco di spazio per scegliere il posto più comodo dove attaccarsi :). Si, gli altri dovrebbero congelarli, anche perché io vorrei 3 figli :D!

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  2. Come ti ha già detto Evassj…..chiedi e non preoccuparti di farlo!!! Anche se una domanda ti sembra stupida tu ponila lo stesso…..senza pensare che possa esserlo..io ho fatto domande che a pensarci mi vergogno ma cavolo io dovevo sapere anche le stupidaggini (che poi chi decide se lo sono??).
    Sulla simpaticissima tipa…stendo un velo pietoso….non c’è di peggio che incontrare persone così in un percorso già di per sé faticoso…….e speriamo che domani non ci sia lei…
    Come ti ho detto a me non hanno modificato le dosi, considera che io ho fatto stimolazioni solo una volta e poi abbiamo sempre trasferito da congelati però questo non vuol dire nulla…anzi ti dirò che siccome leggevo in giro di molte ragazze a cui cambiavano le dosi in corsa io ero preoccupata perché a me no…quindi come vedi in un modo o nell’altro abbiamo sempre delle paure….
    Sul dolore, a me capitava di averne di più qualche volta….mai capito perché….

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    • Grazie amica davvero! a volte sembra stupido ma bastano poche parole a far stare meglio. Forse è una fortuna debba già tornarci domani, almeno chiariamo subito la situazione. Forse è un momento un po’ così e una parola mi sembra una montagna, ogni situazione viene amplificata all’inverosimile e mi sembra la fine del mondo….

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  3. Io sto dalla parte di chi da risposte alle “domande stupide” e non mi stanco mai di ripetere che se siamo lì con un telefono in mano a parlare con voi è perché dobbiamo risolvere i dubbi, anche quelli che sembrano più ovvi. Sempre meglio chiedere che rimanere con i dubbi che non fanno dormire la notte. E se l’Orchessa ti risponde male, tu rispondile peggio! Nel senso che non ha nessun diritto di sputare sentenze con tanta insensibilità. Speriamo che i prossimi controlli possa farli con il dottore con cui ti trovi bene, così stai più tranquilla! I dolori durante le iniezioni giornaliere possono capitare, forse proprio per il fatto che magari hai scelto il lato sinistro due volte di fila, sempre meglio alternare perché la pelle si sensibilizza molto e si indurisce lì dove si inietta il farmaco. Forza forza, che la medaglia al Coraggio non te la toglie nessuno! 🙂

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    • Grazie Giulia! Le tue sono parole Sante! Grazie di cuore, hai proprio ragione, a volte basta una parola a sgretolare la nostra autostima, soprattutto quando per la prima volta ci si affaccia in un percorso nuovo. Ho seguito il tuo consiglio ed ora procederò nel fare le iniezioni a giorni alterni da un lato e dall’altro. Alla fine è bastato rivedere il mio Doc per riacquistare tutta la fiducia persa… giustamente dopo soli 6 giorni di trattamento non si è indietrissimo, ma ancora agli inizi… che poi tra l’altro non sono messa poi così male! Grazie Grazie e grazie ancora a volte senza conoscersi con una parola ci si sente vicini e basta poco per avere un caloroso abbraccio!!

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