12 Maggio 2015 – Medaglia alla Pazienza

iwallfinder.com-vector-leisure-di-siji-742Medaglia al Coraggio… Presa!

Medaglia alla Rapidità… Presa!

Medaglia al Valore… Presa!

E ieri sera ho giusto lottato per potermi portare a casa una Medaglia alla Pazienza

Già, ci voleva la medaglia alla Pazienza, perché non so se sono i 6 ml di acqua totali che da quando abbiamo iniziato mi sono sparata nella pancia, ma ultimamente ho proprio un diavolo per capello!

Si perché non mi si può dire nulla che parto subito in quinta. Fortunatamente riesco a contare fino a 10 e trattenermi dentro quello che invece avrei voglia di vomitare fuori… anche perché poi vai a vedere ed è sempre  Vesevo che mi sta sotto tiro… proprio per questo che arrivati a questo punto, ieri sera mi sono appuntata sul petto una delle medaglie che mi porterò fino alla fine di questo trattamento e che più di tutte mi tornerà utile da adesso in avanti: la Pazienza.

La Pazienza che ci vuole a vivere ogni giorno aspettando le ore 23.00, l’orario in cui il Mondo si ferma per permettermi di bucarmi con una siringhina. La Pazienza che devo avere per provare a rispondere a tutte le domande di Vesevo che vuole farmi sempre nel momento fatidico, quello in cui devo concentrarmi. la Pazienza che invece lui deve avere per sopportarmi per il restante della giornata… La Pazienza di vedere Vesevo giocare al piccolo chimico con le fialette di FOSTIMON e nello stesso tempo prepararsi moralmente e ripetersi “Ce la posso fare, ce la posso fare….” ed accorgersi che nonostante ormai il giro di boa si sta avvicinando, la paura che mi accompagna è sempre la stessa della prima volta.

La Pazienza di mettere una X sul calendario a seguito di ogni puntura fatta, la Pazienza di scrivere ed aggiornare questo spazio cercando di analizzarmi interiormente ed ogni giorno trovare una spinta, una gratificazione ed un appiglio per andare avanti e non vedere l’ora che arrivino in fretta le 23, così da poter mettere una nuova croce sul calendario.

La Medaglia per la Pazienza perché è uno dei ricordi più belli della nostra vita insieme, uno di quelli che hanno caratterizzato ed inquadrato l’essere di Vesevo, fragile, dolce e comico tutto in uno… ed è così che voglio condividere con lui questa medaglia, perché se la merita tutta e con voi condivido quella scena entrata ormai a far parte del nostro repertorio…

risate4.gifMarzo 2009, Autostrada del sole, direzione Napoli. Io e Vesevo siamo insieme da 2 mesi e mezzo. Primo viaggio insieme, prima volta a Napoli insieme, prima settimana di ferie, prima volta a casa sua. (giusto per inquadrarvi il momento storico 🙂 ).

Alla radio Tiromancino, uno dei nostri cantanti preferiti. Vesevo alza il volume e si cimenta in una delle sue migliori interpretazioni, con tanto di pelle d’oca e pathos, gesticolando ed accompagnando il canto con tutta la passionalità possibile, sottolineando la potenza drammatica ed immedesimandosi nelle parole del testo della canzone e dedicandomela con tutto il cuore, proprio perchè qualche giorno prima gli avevo confidato che era la canzone più adatta a descrivere il momento storico che stavo vivendo:

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare… E avere la pazienza delle Leone di andare e venire… Ricominciare a fluire”.

Io, stranita già da questo primo ritornello, con tutto il rammarico del momento, ho preferito lasciarlo continuare, per non rovinargli l’interpretazione ed il momento che si era creato, ma nella mia testolina continuavo a ripetermi: “La pazienza del Leone???, ma non era: La pazienza delle ONDE di andare e venire???

Ad esibizione conclusa, seppur avessi letto più volte il testo della canzone ed ero sicura che si parlasse di ONDE e non di LEONI, gli chiesi incuriosita della frase incriminata, per vedere se avesse solo sbagliato a sentire o era proprio convinto in quel che diceva. Lui con la sua classica dolcezza, e trovando ogni spiegazione per tutto, mi guarda e serio mi risponde:

Chi meglio di un leone ha pazienza… aspetta nascosto la sua preda, attende il momento giusto per agguantarla, sta tutto il giorno nella savana da solo, va e viene…. questa è LA PAZIENZA DEL LEONE”.

Quando gli ho fatto presente che si parlava di ONDE, che hanno la pazienza di andare e venire sul bagnasciuga, con un moto continuo e perpetuo, lui non era molto convinto, o meglio, davvero credeva che comunque il leone ne avesse più.

Da quel giorno, la Pazienza del Leone è entrata a far parte di noi.

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5 pensieri su “12 Maggio 2015 – Medaglia alla Pazienza

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