Anche i Padri a rischio depressione postnatale

papà-bimboLa sindrome Postpartum ha fatto, e continua a fare tutt’ora discutere su come poterla prevenire o sui metodi di cura meno indolori possibili sia per la mamma che per il piccolo.

A tal proposito, un recente studio australiano conferma che anche i novelli padri, particolarmente i più giovani sotto i 30 anni, sono vulnerabili quanto le madri ad essere colti da improvvisa depressione postnatale.

La ricerca, effettuata dal Parenting Research Centre di Melbourne e pubblicata sulla rivista Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology, volge a suggerire di estendere le pratiche di screening e di supporto, al quale oggi vengono sottoposte esclusivamente le neomamme, anche ai loro compagni, in quanto il periodo critico e cioè nei primi 12 mesi dal parto, la depressione postnatale colpisce in ugual misura entrambi i genitori.

Ma la notizia sconvolgente non è quanto detto poco fa, ciò che più dovrebbe far riflettere sencondo la prof. Jan Nicholson, che ha guidato i ricercatori, è che di depressione postnatale nel primo anno del bebè, ne soffrono il 9.7% dei padri, contro il 9.4% delle madri… un dato sensazionale visto che di questa sindrome, rivolta verso le donne, fa molto rumore, forse altrettanto se ne dovrebbe fare per i papà.

Lo studio del team australiano, ha inoltre scoperto che il rischio da parte dei padri di sviluppare angoscia psicologica è di 1.38 volte maggiore rispetto alla media della popolazione adulta. Inoltre, particolarmente vulnerabili sarebbero i più giovani se si pensa che nei ragazzi sotto i 30 anni il rischio è superiore del 40% rispetto ai neopadri che hanno superato quella soglia di età.

Infine, nel 30% dei casi nel quale i padri hanno problemi nel primo anno di vita del figlio, continua a soffrire di questi disturbi anche quando i figli crescono. A stabilirlo sono stati i dati utilizzati del Longitudinal Study of Australian Children, i quali hanno suddiviso in tre fasi, per stabilire le condizioni di salute mentale dei padri in ognuna di esse: la prima racchiudeva l’età dei bimbi da 3 a 12 mesi, la seconda da 2 a 3 anni e l’ultima da 4 a 5 anni.

La dottoressa Nicholson scrive:”La nascita di un bebe’ porta profondi cambiamenti di stile di vita e ricreazione, orari di sonno, rapporti di coppia e identita’, ed e’ naturale che possano sorgere difficolta’ di aggiustamento per i padri. Vi e’ un crescente riconoscimento che i padri sono un sostegno chiave per le novelle madri. Lo studio mostra che anche gli uomini sono vulnerabili, perche’ anche loro perdono sonno e si destreggiano fra ruoli e responsabilita’”.

Questa è una vera scoperta, lo stesso team si ritiene sorpreso dalla portata di questo problema che fino ad oggi è stato sottovalutato, puntando i riflettori e le attenzioni esclusivamente sulle neomamme nel periodo postnatale.

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