Esame dello Sperma – Spermiogramma

uomo_tristeDopo un anno di tentativi non andati a buon fine, una coppia che desidera a tutti i costi avere un figlio, inizia a sottoporsi a degli esami specializzati per vedere se entrambi i partner sono fertili, oppure se vi è qualche piccola problematica che preclude il concepimento naturale. Una volta identificato le cause di infertilità, sarà più semplice scegliere le cure e i percorsi per avere un figlio.

In questi ultimi anni, si sono fatti grandissimi passi avanti in campo della seminazione artificiale o in vitro e della procreazione medicalmente assistita, ciò permette anche alle coppie che non riescono a concepire un figlio naturalmente, di poter realizzare un sogno.

Gli esami al quale sottoporsi sono diversi, ma oggi ci occuperemo di quello che dovrà affrontare l’uomo, forse il più difficile da accettare, ma che fortunatamente non spaventa più come prima. Solitamente viene cosigliato di ripetere più volte queste analisi, proprio perchè è giusto non trarre subito conclusioni affrettate ed avere un quadro più chiaro della situazione. Spesso infatti, si consiglia di ripetere l’esame a distanza di uno o due mesi, anche se l’esito del primo esame era risultato normale.

Per l’importanza di questo esame, è bene sottolineare che venga svolto in un laboratorio competente e che abbia operatori ben addestrati, nel rispetto e secondo gli standard internazionali proposti dall’WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità).

A cosa serve?

Lo spermiogramma è un esame che serve a valutare l’effettiva fertilità maschile, analizzando direttamente il liquido seminale maschile. Questa analisi serve per rilevare con precisione il numero degli spermatozoi presenti, la dimensione, la vitalità, la motilità e morfologia, la forma ed il volume di eiaculato, oltre ad indicare le sostanze in esso contenute.

Come ci si prepara?

 L’esame può essere effettuato solo a seguito di alcuni importanti accorgimenti, solitamente riguardano gli ultimi tre mesi precedenti all’esame, in quanto come tutti i fluidi biologici, anche il liquido seminale è soggetto ad influenze positive o negative, che possono comprometterne o modificarne il risultato:

  • In primis, bisognerà astenersi minimo 3 e massimo 5 giorni dall’avere rapporti sessuali. L’astinenza dovrà essere totale, quindi bisognerà evitare di effettuare anche del semplice petting nei giorni di astinenza, in quanto potrebbe causare delle perdite anche piccolissime di liquido seminale, che andrebbero ad influenzare e modificare il risultato sul numero degli spermatozoi totali. Questa procedura serve se non altro a standardizzare i valori.
  • Altro punto molto importante è quello di non essere stati sottoposti ad alcun genere di terapie mediche o chirurgiche nei tre mesi precedenti.
  • Non bisogna aver avuto febbre elevata.

 Come si esegue?

E’ a questo punto che gli uomini si fermano, non per paura del dolore (inesistente), ma se mai restano impietriti di fronte alla modalità di raccogliere un campione del proprio sperma. Senza nasconderci dietro a molti fronzoli, in pratica il vostro partner dovrà andare in una stanzetta isolata del laboratorio di analisi e masturbarsi per raccogliere lo sperma in un contenitore sterilizzato che gli verrà fornito dal medico. In alcuni casi è possibile che voi lo possiate accompagnare, per rendergli più facile il compito che è già a dir poco imbarazzante!

Ma ATTENZIONE: Un liquido seminale raccolto dopo coito interrotto o dopo aver avuto rapporti orali va contro tutte le linee guida in semiologia e quindi non ha nessun valore.

L’igiene in questa procedura è fondamentale: bisognerà lavarsi molto accuratamente sia le mani che i genitali prima della raccolta

E’ importantissimo segnalare ai medici eventuali perdite anche piccolissime dell’eiaculato, in quanto saranno presi provvedimenti in merito, invalidando il campione e facendo ripetere l’esame successivamente.

Se la raccolta non viene direttamente in un laboratorio analisi?

Questa procedura spesso viene sconsigliata, in quanto per un corretto risultato delle analisi, è necessario attenersi a moltissimi accorgimenti:

  • Il campione dovrà essere consegnato al laboratorio entro mezz’ora (massimo un’ora), dalla raccolta e trasportato in appositi contenitori termici.
  • Non dovrà essere esposto all’aria o al freddo durante la consegna; è opportuno che si presti attenzione al mezzo di trasporto soprattutto nei mesi più freddi (no a motorini), in quanto questi fattori possono interferire sui risultati, in particolare sulla motilità e non sulla morfologia.
  • L’ideale sarebbe conservare il campione con cura ed a una temperatura simile a quella corporea, un’idea potrebbe essere quella di metterlo sotto il maglione, a contatto diretto con con la pelle.
  • Eventuali vibrazioni non creano problemi e non influiscono. 

Cosa succede al campione?

Una volta consegnato il vostro campione, il laboratorio lo sottoporrà ad una serie di valutazioni macroscopiche per la determinazione di tutte quelle caratteristiche fisico-chimiche e reologiche, che andranno a determinare il risultato dell’esame di: pH, del volume, dell’aspetto, della viscosità e della fluidificazione.

A queste, seguiranno le valutazioni microscopiche, che serviranno per determinarne: la concentrazione di spermatozoi, concentrazione eiaculato, motilità (progressiva, rapida e lenta) e morfologia sec. Spermiocitogramma.

Infine, ulteriori indagini determineranno la vitalità degli spermatozoi presenti nell’eiaculato, la concentrazione di leucociti, l’eventuale presenza di globuli rossi (solitamente assenti), di elementi della linea germinativa spermatogenetica, di cellule epiteliali di sfaldamento delle vie genito-urinarie, di corpuscoli prostatici e di zone di eventuale spermioagglutinazione.

Cosa si misura e cosa dobbiamo aspettarci dal risultato?

Una volta raccolto il campione, metà del peso sarà passato! A questo punto non resterrà che attendere il risultato, ma cosa va a misurare nello specifico lo spermiogramma?

Le analisi microscopica e macroscopica considereranno i seguenti paramentri:

  • La quantità dell’eiaculato determinato dalla quantità di spermatozoi in base al volume e il numero di spermatozoi per ml di liquido seminale. Solitamente si considera ferile un seme che in genere contiene almeno 15 milioni di spermatozoi per ml.
  •  il numero totale degli spermatozoi in un millilitro, solitamente deve essere > di 39 milioni (valori bassi possono essere indice di malfunzionamento dei testicoli ad esempio per problemi legati al varicocele);
  • la motilità e la vitalità degli spermatozoi che in uno spermiogramma normale dovrebbe essere in % > 32, (possono diminuire in caso di flogosi prostatica) suddividendola in:

 

  1. motilità progressiva rapida: movimento rapido in avanti;
  2. motilità progressiva lenta: movimento lento in avanti;
  3. motilità non progressiva: gli spermatozoi girano su se stessi senza avanzare;
  4. immotilità: gli spermatozoi sono fermi.

 

  • il pH, in pratica il suo grado si acidità che deve essere compreso tra 7.2 e 8;

 

  • la viscosità dello sperma

 

  • la presenza di agglutinati e di globuli bianchi nello sperma

 

  • il tempo di fluidificazione o liquefazione in pratica la quantità di tempo che occorre al liquido inizialmente viscoso, a fluidificarsi, in quanto non appena emesso il liquido seminale coagula per poi liquefarsi nuovamente dopo 30 – 60 minuti. L’assenza di liquefazione potrebbe essere indice di agenesia dei vasi deferenti, mentre al contrario la mancata liquefazione dopo 60 minuti potrebbe essere correlata a patologie prostatiche.;

 

  • Eventuale presenza di: leucociti, batteri e protozoi che possono indicare un’infezione.

 

  • La morfologia: è normale che un campione di sperma contenga molti spermatozoi di forma anomala. Stando agli ultimi dati del WHO 2010, in uno spermiogramma è sufficiente il 4% di forme normali per essere considerato normale, quindi almeno il 30% di spermatozoi deve essere morfologicamente normale.

 

  • Il Volume dell‘eiaculato: i valori normali di tale parametro si collocano tra i 2 ed i 5 ml;

Tutte queste analisi, in base al risultato che daranno, serviranno nel determinare la fertilità e lo stato di salute su tutto l’apparato genitale.

 

 

Interpretazione dei risultati

 

Quando negli esami effettuati risultano non sono compresi nei parametri sopra indicati, vi possono essere alcune condizioni patologiche che potrebbero essere alla base dell’infertilità di coppia.

Le alterazioni della concentrazione degli spermatozoi definiscono le condizioni di:

 

  • Oligospermia: se il numero degli spermatozoi è < di 20.000.000 per ml.
  • Oligospermia modesta: quando la concentrazione è inferiore ai 20 milioni/ml, ma superiore ai 10;
  • Oligospermia discreta: quando la concentrazione è inferiore ai 10 milioni/ml ma superiore ai 5;
  • Oligospermia severa: quando la concentrazione è inferiore ai 5 milioni/ml;
  • Polispermia: quando la concentrazione è superiore ai 150 milioni/ml.

 

Le alterazioni della motilità degli spermatozoi definiscono le condizioni di:

Astenospermia modesta (motilità a 1 ora compresa tra 30 e 40%); Astenospermia discreta (motilità a 1 ora compresa tra 20 e 30%) Astenospermia severa (motilità a 1 ora inferiore al 20 %).

Aspermia: se non c’è liquido seminale.

 

Ipospermia: se il volume è inferiore a 2 ml.

 

Iperspermia: se il volume è superiore a 6 ml.

 

Azoospermia: se nel liquido seminale non ci sono spermatozoi.

 

Astenozoospermia: se la motilità è inferiore al 50% del numero totale.

Teratospermia: è il termine che definisce gli spermatozoi con alterazioni alla morfologia

Teratozoospermia: quando gli spermatozoi mal formati superano il 50%.

Necrospermia: quando gli spermatozoi non sono vitali. A tal riguardo, prima di perdere ogni speranza, è giusto segnalare che esistono alcuni test appositi (test di vitalità) che servono per valutare la vitalità degli spermatozoi immobili, apparentemente non vitali.

 

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