23 Marzo 2015 – Consultazione esiti

iwallfinder.com-fashion-shopping-women-di-siji-280Eccoci nuovamente in viaggio verso Milano, questa volta però carichi di soddisfazione perché abbiamo con noi la nuova cartellina rosa evidenziatore che non può non passare inosservata piena zeppa di esiti egregiamente suddivisi da quella che è la mia razionalità quasi maniacale, ma per non impazzire bisognerà pure impiegare il tempo in qualcosa di utile…

Sono fiera di noi, di me soprattutto perché ho finalmente trovato la forza, il tempo ed il coraggio di sottopormi a tutti i compitini prescritti dal Doc in un tempo da record immagino e senza dire una parola, senza appellarmi ai “perché” oppure ai “non è giusto“…

Ci siamo ormai, è arrivata la primavera, una calda giornata ci accompagna. L’ospedale è come al solito una città che vive, che si muove… sguardi, facce sconosciute, estranei che per un momento incrociano la mia vita, si susseguono come comparse in un film.

Ho la testa pienissima, così piena di pensieri che non riesco nemmeno a parlare. Anche Vesevo è abbastanza silenzioso, come al solito cerca di tranquillizzarmi, di calmarmi, ma non c’è più posto per i se e per i ma, oggi è il giorno della verità.

Entriamo e procediamo all’accettazione, paghiamo i nostri 122  euri e ci accomodiamo in saletta d’attesa e con grande stupore ci accorgiamo che è deserta, vuota, a differenza dell’ultima volta che i posti a sedere si contavano su una mano, oggi è tutta per noi. Sarà l’orario forse, ma una strana calma regnava e quando Vesevo mi chiede: “Dove vuoi sederti?” , scaramantica come sono, non ho potuto rispondergli diversamente: ci saremmo seduti nello stesso posto dell’altra volta…. visto che ci aveva portato bene!

Nell’attesa altre coppie una dietro l’altra sono arrivate e nel giro di una mezzoretta la saletta si riempie e finalmente ecco spuntare il Doc che ci chiama, ma ovviamente non dallo stesso ambulatorio della volta scorsa adiacente a dove ci eravamo seduti noi, no, ma completamente dall’altra parte e così ci siamo dovuti attraversare tutta la sala, sotto gli occhi attenti dei presenti.

Doc: ” Gli esami vanno bene… anzi molto bene, abbiamo degli ottimi valori e questo è… come dire…”

Io: “ancora più snervante?”

Doc: “No, positivo. Nel senso che potrebbe essere a nostro favore nella riuscita di ciò che andremo a fare…”

Ok perfetto Doc, questa volta voglio pensarla come te. Questa volta voglio e devo essere positiva…

Doc: “Direi che possiamo iniziare…. quando le viene il prossimo ciclo”

Io, mentre mi rivesto dopo una visitina fugace alle mie ovaie rispondo: “Dovrebbe arrivare il 26…”

Doc: “il 26 di quando?”. Ma che figura di merda… possibile che non sono mai precisa nelle risposte? sembro una bambina delle elementari impacciata. ” di Marzo… Oggi è il 23, il 26,fra tre giorni”.

Doc:Ok perfetto, allora aspettiamo il prossimo. Partiamo con il ciclo di fine aprile. In pratica come le ho già spiegato l’altra volta, andremo a fare una terapia con l’inizio del ciclo. Faremo la prima ECOGRAFIA BASALE vediamo il 24 Aprile…, più o meno in concomitanza con l’arrivo del ciclo, successivamente il 3° giorno si partirà con le punturine, la dose è una fialetta e mezza e poi ogni due giorni o un giorno si e uno no circa ci vediamo che monitoriamo con le ecografie e quando siamo pronti procediamo con il pick-up“. Silenzio e poi dico: “Dottore, aspetti che mi scrivo tutto perché sto già andando in pallone…”

Doc:No, non si preoccupi che tanto le scrivo tutto io e le do il foglio, ecco allora, ora va di là e prenota immediatamente gli Esami Pre-Ricovero e la prima Eco Basale. Dia il foglio alla segretaria e ci pensa lei. Quando viene per i Pre-Ricovero, porta anche la fotocopia dei vostri esami del sangue che avete appena fatto e la carta di identità, oltre ovviamente a tutti i consensi che dovrete firmare entrambi. Leggete tutto con calma e ci vediamo presto. Tutto chiaro?”

No aspetti e se il ciclo non mi viene il 24 di aprile? e se al posto del 26 marzo come lo aspetto ritarda? non è che magari possiamo iniziare anche subito da questo?. E ancora, Doc, io ho paura degli aghi, sono una fifona, cos’è questa storia delle punturine nella pancia? Posso farle ovunque? E se sbaglio qualcosa?. Sono troppi i dubbi e le domande che mi affollano la testa per andare a casa con questo alveare che ronza, così mi faccio forza e chiedo: “Doc, ho paura degli aghi… come devo fare?” e mi astengo, fortunatamente per me, nel dire che in tutti i miei 35 anni avrò fatto 2 punture sul sederino da piccola e basta e che ho una fobia, un’avversione vera e propria verso gli aghi, basti pensare che prima di iniziare sto viaggio avrò fatto gli esami del sangue 4 volte al massimo, ma se ci penso bene negli ultimi 2 mesi ho già raddoppiato arrivando ad 8, quindi volere è potere…

Doc:” Ma no, è un’aghetto piccolissimo, basta che prende un po’ di pancia tra le dita e via… attenzione solo a tenere la siringa diritta, perpendicolare e non lateralmente, altrimenti rischia poi di andare nell’adipe…”

Vesevo a questo punto si gira verso di me e chiede: “Tu non hai altre domande?” ed io subito “Noo, non credo…”, allora me lo richiede, se sono sicura di non avere altre domande e io sapendo a dove voleva arrivare gli rispondo nuovamente di No.

Prima di entrare gli avevo detto che avrebbe dovuto ricordarmi di chiedere alcune cose al Doc. In primis i costi della Terapia, della Fivet… se c’erano differenze di costi o tempistiche tra farlo con la mutua o privatamente e poi le PROBABILITA’ DI RIUSCITA…  Al momento mi dimentico della seconda domanda  riferita sulle possibilità di una gravidanza al termine del trattamento e volutamente invece tralascio il discorso dei costi… tanto il prossimo ciclo come “Tempistiche” poteva andarmi bene e la spesa da affrontare fosse quel che fosse l’avremmo pagata.

Ci congediamo dal Doc e uscendo dall’ambulatorio, Vesevo viene riconosciuto  e fermato da un suo collega che lo chiama per salutarlo, io invece ancor prima di sentire il suo nome completo mi defilo subito e fiondandomi a prenotare gli esami pre-ricovero che farò il 2 Aprile 2015  e la eco-basale che come richiesta dal Doc, sarà il 24 Aprile.

Finalmente al parcheggio, forse trovandomi più silenziosa e pensierosa dell’altra volta mi chiede: “Allora…?”. Gli rispondo che va tutto bene, solo che forse magari avremmo potuto iniziare già a questo ciclo, che magari avremmo fatto in tempo, ma che forse loro vogliono fare le cose con calma e Vesevo sale in macchina con una delle sue massime: ” A gat che jev e press, facett e figl ciech” (La gatta che andava di fretta, fece i gattini ciechi).

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