09 Agosto 2012 – Luna di città d’Agosto

luna2Ci raccontano che anche quest’anno 6 italiani su dieci sono rimasti a casa, non avendo possibilità economiche per andare in vacanza. Ci ripetono che la crisi ha messo in ginocchio gli italiani, che quest’anno le prenotazioni hanno subito un ribasso del 30%. Ci convincono che la situazione non è rosea, che le ditte faticano ad abbassare la serranda per le ferie, per paura di non riaprirla più a settembre.

Ci spaventano con numeri, paroloni, situazioni assurde, cassa integrazione… ma allora come si spiega che anche quest’anno Milano è deserta?

Luna di città d’agosto che sembri solamente mia in questo asfalto posto con la gente che se n’è andata via

Sono passati 13 anni dal punto a capo della mia esistenza e già mi sembra una vita fa. Fatico a ricordare i momenti, le parole… i profumi… eppure sono volati via attimi di me che non torneranno. Le estati della mia giovinezza, quando i veri problemi esistenziali che avevo si rifacevano su quesiti come mettere la minigonna nera o i pantaloncini bianchi sotto il top nuovo. O se usare la penna nera al posto di quella blu per scrivere sulla Smemo. Oggi, a distanza di anni le mie visioni vanno oltre il bianco o il nero e le mie fisse esistenziali sono diventate paturnie che mi corrodono le budella nel domandarmi: “Perchè?”.

“Luna di città d’agosto mi piace guardarti la schiena mentre sei girata verso il mare in questa nottata serena

Ora sto bene, è passato il periodo del pianto, è passato il momento del sentirmi inferiore, inadatta, inadeguata… E’ andata via anche la rabbia, l’odio si è smaterializzato e la gelosia e l’invidia evaporati. Sono andati anche i silenzi e con loro, si sono portati via anche tutti i cattivi pensieri, si è dissolta l’ansia ed anche gli attacchi di panico non ci sono più… Oggi sto bene, posso dire di essere felice, non mi va di gridarlo, ma ho tutto ciò che serve per appagare la mia vita, sono stanca di cercare qualcosa dimenticandomi di vivere. Il vuoto assoluto che provavo dentro ora si è colmato… nonostante ogni tanto di notte i fantasmi tornano a svegliarmi.

Va e dille che sto bene, di non pensare a me di lasciar perdere. Il vento soffia e il tempo passerà.”

Stavo commettendo lo stesso errore di 6 anni fa, quando a tutti i costi volevo inseguire quel sogno che poi alla fine non era ciò che desideravo veramente… L’ho capito solo successivamente e a spese mie, quando ormai avevo toccato il fondo e le spalle erano contro un muro. Non voglio tornare inghiottita nuovamente dal buio, ci sono tantissime altre belle cose che la vita può regalarmi, ci sono piaceri o sfizi che spesso devono essere messi da parte per altre esigenze, che io posso godermi a pieno, approfittando di scegliere solo il meglio per me e non di buttarmi su di un divano freddo lasciandomi appassire per qualcosa che non viene. Non ci ricasco.

“Palazzi e strade come scenografie di uno spettacolo che è andato male, coi ballerini che tolgono il trucco per ritornare a cominciare a sognare

Ho deciso di levarmi la maschera, di non sentirmi finita e fingere di essere felice, ho sete di vita, ho voglia di godermi ogni attimo, è estate, è il momento di correre, di essere spensierati proprio come quando a sedici anni uscivo la sera emozionata ed elettrizzata nella speranza di vedere il ragazzo che mi piaceva e girare lo sguardo altrove se per caso lo vedevo incrociare il mio cammino per paura e vergogna di guardarlo negli occhi. Oppure quando credevo di aver toccato la luna passando per marte, di aver trovato il giusto equilibrio della mia vita, di essermi innamorata di un’uomo e non di un’idea. A che punto sono del mio cammino, se mi volto cosa trovo dietro di me?

Luna di città d’agosto raccontami un’altra bugia fammi riscaldare davanti al fuoco caldo della malinconia”

Non credo di essere diventata ciò che volevi, non credo di aver realizzato i sogni che avevi riposto in me, ma posso dirti di essermi trasformata in una donna, di essere una brava persona, di aver commesso sbagli e di aver pagato per questi, di aver vissuto alti e bassi, di aver spracato e goduto fino all’ultimo dei momenti che questa vita ha saputo donarmi. Posso rimpiangere di non aver mai accettato un qualcosa, di continuare a voler a tutti i costi vivere in una favola inseguendo quei sogni che da bambina mi hai insegnato a fare. Chissà se sei fiero di me.

Va e dille che sto bene di non pensare a me di lasciar perdere il vento soffia e il tempo passerà…” (Lorenzo Jovanotti)

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